img_7903.jpg

BenedettaIgnoranza!

in questo Paese fino a quando continueremo a guardare e giudicare quello che fanno gli altri saremo la caricatura di chi per sapere come vanno le cose spia dal buco della serratura invece che affacciarsi alla finestra per respirare aria fresca e osservare in totale liberta’!

img_5354.jpg

Sala&Cucina

e’ passato del tempo da quando abbiamo iniziato a discutere pubblicamente di Sala&Cantina per portare all’attenzione di tanti l’emergenza che coinvolge tutti indistintamente.

per anni avevamo puntato i riflettori solo sui Cuochi: oggi la situazione e’ cambiata e dobbiamo continuare a parlarne per restituire credibilita’, spazio e valore a Camerieri di ogni grado e Sommelier.

e’ necessario che i ristoratori capiscano che e’ il momento di investire tempo e risorse in questa direzione: gli addetti al servizio vanno gratificati economicamente e moralmente, e un domani gli Istituti alberghieri vedranno crescere esponenzialmente il numero degli iscritti ai corsi di Sala e Cantina.

i conti in ordine e il successo di un Cuoco e del suo Ristorante passano attraverso le mani, la testa e il cuore di chi in Sala tutti i giorni affronta con impegno e valore il servizio. Read more…

img_5304.jpg

la ricetta della carbonara estiva!

domani sera da Panino torna la carbonara!

a luglio quasi per caso e’ nato questo piatto che rappresenta una valida variante alla versione classica e tradizionale della pasta alla carbonara.

fu grazie ai preziosi consigli di Massimo Bottura, che ci aiuto’ a ripensare e alleggerire un piatto cult in un momento dell’anno in cui da Panino e LINO preferiamo servire un piatto goloso ma piu’ leggero.

ho chiesto a Christian LoRusso di scrivere in maniera semplice i passaggi per preparare e rifare anche a casa questa bonta’ che ha avuto un grande successo e che da domani ritroverete da Panino!

per 6 persone:
8 tuorli

350 gr. parmigiano reggiano

80 gr. pecorino romano

acqua minerale

2 cucchiai da tavola di grasso del guanciale che recupererete dopo la doratura

500 gr. guanciale

800 gr. di pasta Read more…

img_7971.jpg

un triste risveglio!

all’indomani del terremoto che nel 2012 porto’ morte e distruzione in Emilia la cosa che mi colpi’ fu la reazione immediata della gente.

quel terremoto va ricordato per due episodi: la scossa del 20 maggio e quella del 29, seguite da uno sciame sisimico che ci ha accompagnato per giorni.

la sensazione fu quella di impotenza e di paura; il rumore sordo che accompagna quegli interminabili secondi rimbomba per lungo tempo nella testa di chi vive il dramma di un terremoto.

non dimentichero’ mai la reazione degli emiliani, di noi tutti: nonostante la paura ci fu una mobilitazione immediata. Read more…

img_7722.jpg

danni collaterali!

cercano una via di fuga e salgono su un gommone, perche’ evidentemente l’acqua e’ un posto piu’ sicuro rispetto alla terra.

chi resta si nasconde, piange e prega il proprio Dio di non diventare un danno collaterale sporco di calce e sangue.

noi ci indigniamo mentre va il TG della sera e ce ne scordiamo cinque minuti dopo appena fischiano il calcio di inizio.

vietato prendere posizione e salire sul pulpito: basta guardare in faccia questa povera creatura e pregare che fra 100 anni non capiti ai nostri nipoti.

img_7794.jpg

obbedisco!

di Alessandro Clemente

“Generale, il re ci intima di fermare l’avanzata verso Trento!”

“Col cazzo!

Prendi carta e penna ché ti detto il telegramma…

Allora, scrivi: ‘Maestà, col rispetto dovuto al Vostro rango, rifiuto l’ordine di fermare l’avanzata delle gloriose, ardite armate in camicia rossa verso la liberazione del Triveneto e la sacrosanta ricongiunzione al suolo italico! 

Firmato Giuseppe Garibaldi!’

Bene, corri a mandare il telegramma”

“Generale, 35 parole… Mi servirebbero 150 ducati!”

“Mmm, belin! Tieni mezzo ducato e scrivi ‘Obbedisco!'”

img_7782.jpg

90′ minuto

e’ ricominciato esattamente come e’ finito.

e’ piu’ forte di noi, non riusciamo a vivere col dovuto e necessario distacco la delicata (?) faccenda CALCIO.

e’ dai tempi delle partite all’ultimo sangue sui campetti di strada, di scuola e delle vacanze che si ripete la stessa storia: gente che si prende (se va bene) a parolacce, a cazzotti e calci, che smette amicizie e relazioni per una vittoria o una sconfitta, e in nome di un centravanti o di un allenatore.

fa parte del nostro costume, e disegna i contorni di maschere che talvolta fanno sorridere ma in altre occasioni fanno riflettere.

ognuno sventola la sua bandiera, con piu’ o meno enfasi, strillando o urlando, sorridendo o rischiando un coccolone.

la verita’ e’ che ci divertiamo poco, perche’ prendiamo tutto sul serio; troppo livore e tanta rabbia.

e’ un inizio che lascia l’amaro in bocca, perche’ ci sono toni e un certo linguaggio che segnano un ambiente che andrebbe vissuto con leggerezza e tanti sacrosanti sfotto’, ma l’unica via resta defilarsi.

in nome di una squadra di pallone non si puo’ toccare il livello piu’ basso: forse ha ragione chi da tempo sostiene che ho torto quando dico che il calcio unisce, il calcio non divide…

img_7751.jpg

italians!

di Alessandro Camilli
ROMA – Easy Jet, volo per Londra. E’ luglio, l’aeromobile è pieno di passeggeri. Parte da Roma, decolla dall’Italia ed è quindi pieno di italiani. Tra di loro, tra gli italiani, anche alcuni purtroppo immancabili “italians”. Cioè quei tipi umani purtroppo tipicamente italiani evolutisi ed adattatasi nel particolarissimo habitat dell’Italia contemporanea. Habitat dove la fauna sopravvenuta e sopravveniente è indocile e insofferente a qualsiasi regola che non sia il comodo proprio. Fauna che fa del bullismo sociale la propria cifra identitaria.
Dunque si sta per decollare, anzi si decolla e un “italians” sta ovviamente dialogando con il suo smartphone con chi gli pare, dove e come e quando gli pare. In più sta armeggiando con il bagaglio a mano, con l’altra mano. In una mano lo smartphone, con l’altra litiga e si fa spazio nei cassetti sopra i sedili. Insomma dà fastidio a chi ha la sfortuna di stargli a fianco, crea potenziale pericolo spostando bagagli mentre si decolla, non spegne lo smartphone. Si avvicina ovviamente una hostess e lo prega di sedersi e di smetterla con entrambe le operazioni, quella con il bagaglio e quella con lo smartphone. Non riceve risposta verbale, l’italians sta parlando con un suo simile a terra. In compenso la hostess riceve come risposta un energico gesto del braccio dello italians che la allontana, la sposta, la scosta con imperioso fastidio. Read more…

img_7745.jpg

SalaSalaSala

“io dico una cosa: un oggetto e’ di lusso se ha un’anima, un locale e’ di lusso se ha un’anima.

il lusso e’ la somma del pensiero e della fatica, la somma di quello che un uomo puo’ mettere per fare un oggetto.

il lusso e’ star bene in un locale e la mancanza di imposizioni, perche’ uno dei valori fondamentali della vita e’ la liberta’.

senza liberta’ non c’e’ lusso!”

Arrigo Cipriani

img_7721.jpg

TheStupidDonald

fonte Il Post

Una statua che mostra Donald Trump completamente nudo è apparsa giovedì in cinque città americane: New York, San Francisco, Los Angeles, Cleveland, Seattle.

La statua, che è stata rimossa nel giro di poche ore, è stata realizzata e posizionata dal collettivo anarchico “INDECLINE” e si intitola “The Emperor Has No Balls”: ha generato subito molta curiosità ma anche una certa agitazione, dato che comprensibilmente non è piaciuta a tutti.

L’ente responsabile dei parchi pubblici di New York ha diffuso un comunicato sulla rimozione della statua che è diventato un pezzo della storia: «NYC Parks stands firmly against any unpermitted erection in city parks, no matter how small» («L’autorità dei parchi di New York ribadisce che niente può essere eretto nei parchi della città senza permesso, non importa quanto piccolo»).

img_6453.jpg

SinistreTerzoMondiste

di Alessandro Clemente

La mia giornata di vacanza a Capalbio:
– ore 7: sveglia, lettura de L’Unità, Il Manifesto, Lotta Comunista, Disimpegno Proletario Magazine e Esquire. – ore 8.30: colazione al porto vecchio insieme ai pescatori con breve dibattito alla cassa sui diritti dei lavoratori del mare a sentirsi parte attiva della società pagandomi cappuccino e brioche.

– ore 9.45: scrittura di un breve elzeviro sui reali motivi sociali del decadimento delle pinces nei pantaloni di lino. Read more…

img_7706.jpg

il problema!

il problema non e’ quello che indosso, ma quello che penso; e quello che dico, e faccio tutti i giorni.

il divieto del burkini ha il sapore di una decisione politica che continua a creare distanze, che alimenta il pregiudizio.

img_7804.jpg

e non cerca scuse!

“Io ti dico che l’uomo è uomo quando non è testardo, quando capisce che è venuto il momento di fare marcia indietro e la fa. Quando riconosce un errore commesso e se ne assume la responsabilità, paga le conseguenze e non cerca scuse”

img_7070.jpg

l’Oste e il Sacrestano

avevo una curiosita’ da soddisfare, perche’ da tempo osservavo con grande interesse Peppe Bonsignore e Signora.

con buona pace di chi brontola e fa il fico snobbando e denigrando i socials (ma poi non riesce a farne a meno!) bisogna riconoscere che sono un “libro” aperto per raccontarsi e tenere un contatto costante con gli altri.

se un tempo (non troppo lontano) si faceva vita sociale al bar, nei circoli, in palestra, in famiglia o chissa’ dove con le limitazioni del caso, oggi operiamo in maniera locale ma viviamo in modo globale.

in un vicolo di Licata tra famiglie a passeggio, negozietti, pizzerie e ristoranti, c’e’ un posto speciale in cui fermarsi.

Peppe e’ fiero e appassionato, conta sull’appoggio e sul contributo di sua moglie, e con forza porta avanti il suo progetto. Read more…

img_7011.jpg

Pino Cuttaia a Licata

in un contesto come quello di Licata servono ingredienti diversi rispetto al tonno e il polpo migliore; non basta la tecnica e sarebbe inutile rinnovare un locale che piacerebbe al gourmet di alto rango.

si parte dal racconto, dalla consapevolezza di una sfida (quasi impossibile) e dal coraggio necessario per mettere in discussione la storia gastronomica del territorio.

“ma l’impresa eccezionale dammi retta e’ essere normale!”: sta proprio nella capacita’ di vivere tra le mura della propria fortezza sita lungo una strada principale di questa cittadina siciliana per riscrivere con giudizio, valore e successo la cucina italiana di territorio.

cucinare, pensare e riuscire per rendere moderna ed attuale la propria tradizione gastronomica.

Pino Cuttaia trascina con pacatezza, misura e sobrieta’ il meglio della Tavola Licatese rieditando il meglio del passato in chiave critica.

per fare grandi cose ha sintonizzato il suo battito con quello di un luogo ostico in cui non c’e’ spazio per chi vuole cambiare; invece, giorno dopo giorno, un racconto dopo l’altro, un granello di sabbia diventa un castello.

e’ cosi che si compiono le imprese nella provincia italiana: e’ nei luoghi in cui regna la cultura del lamento che nascono le avanguardie.

nelle aree di depressione spiccano quelli che hanno il coraggio per mettersi in discussione e per affrontare a testa alta chi crede che la tradizione e’ sinonimo di immobilismo.

ecco che a Licata una Cucina all’apparenza semplice diventa un gesto forte: la cultura e la sensibilita’ sono ingredienti ineludibili per finire un piatto che diventa un messaggio forte.

sono disposto a guidare tre ore per mangiare la migliore focaccia di Recco, ma preferisco aspettare anni e decidere di fare un lungo viaggio per sedermi a La Madia e ascoltare il battito di uno dei Cuochi piu’ interessanti che abbia mai incontrato, che parla con la sua Cucina di storie e tradizioni attuali, buone e corroboranti piu’ che mai.

La Madia di Pino Cuttaia rappresenta un punto di arrivo e la partenza ideale per chiunque ami profondamente la Cucina italiana.

imperdibile. Read more…

Load More