un triste risveglio!

all’indomani del terremoto che nel 2012 porto’ morte e distruzione in Emilia la cosa che mi colpi’ fu la reazione immediata della gente.

quel terremoto va ricordato per due episodi: la scossa del 20 maggio e quella del 29, seguite da uno sciame sisimico che ci ha accompagnato per giorni.

la sensazione fu quella di impotenza e di paura; il rumore sordo che accompagna quegli interminabili secondi rimbomba per lungo tempo nella testa di chi vive il dramma di un terremoto.

non dimentichero’ mai la reazione degli emiliani, di noi tutti: nonostante la paura ci fu una mobilitazione immediata.

il senso di appartenenza e la cultura del lavoro furono la base su cui puntare per ripartire immediatamente: la Bassa che fu epicentro reagi’ subito, e i paesaggi spettrali di paesi messi in ginocchio si trasformarono in cantieri in cui spuntavano gru su gru in lontananza.

tutto e tutti si mobilitarano mettendo sul tavolo i propri soldi, le risorse dei privati e dei singoli, senza brontolare e piangersi addosso, e senza aspettare l’obolo dello Stato che era necessario e dovuto, ma che si perse tra polemiche e inadeguatezze.

e’ chiaro che ci fu grande protresta e disappunto nei confronti di uno Stato che interveni’, e lo fece con i mezzi a disposizione e in maniera inadeguata, ma e’ importante ricordare che la gente comue si tiro’ su le maniche e rinacquero piccole e grandi aziende, case e casette, negozi e botteghe.

col tempo quella ferita e’ guarita; restera’ per sempre il ricordo e la paura.

in questo momento e’ necessario evitare la polemica, bisogna fare quadrato ed essere solidali: supereremo questa tragedia e siamo sicuri che le popolazioni colpite rinasceranno presto.

forza!