Sala: ironia della sorte

negli ultimi tempi piu’ di una volta mi sono soffermato a riflettere sul percorso fatto e sull’impegno profuso per far emergere l’annosa questione “Sala&Cantina”.

tutto ebbe inizio nel novembre del 2011, a casa mia ci riunimmo e con la scusa di stare insieme e fare festa per la prima volta portammo all’attenzione dei piu’ un argomento tabu’ che aveva assunto le preoccupanti dimensioni dell’emergenza Sala.

la vera svolta fu l’ultima festa, il 20 maggio 2012 eravamo in 80 e casa mia sembrava un campo di battaglia in cui gruppi tribali e fazioni diverse (critici, giornalisti, blogger) facevano festa invece che scornarsi.

fu una giornata importante in cui piu’ di qualcuno fece promesse e proclami di impegno per la Sala, perche’ era chiaro che la Sala&Cantina meritavano uno spazio adeguato durante la stagione dei grandi Cuochi.

da allora non ho mai smesso di ripetere con maniacalita’ e forza quel messaggio.

ironia della sorte, un’ombra lunga era calata sulla Sala nonostante Noi fossiamo i narratori dei messaggi che arrivavano dalla Cucina e che tutti i giorni noi avevamo il dovere di portare in Sala.

abbiamo preso quei piatti e li abbiamo serviti con cortesia e rispetto, e abbiamo raccontato le storie straordinarie che finalmente quei piatti portavano con se.

l’Italia a tavola era quelle dei piatti abbondanti e fumanti e del vino a buon mercato, ma qualcuno stava finalmente ridisegnando i contorni di un Paese che voleva cambiare per dare un’immagine di se’ finalmente colta e raffinata.

da Massimo Bottura a Paolo Lopriore, da Bob Noto ad Andrea Grignaffini, da Stefano Caffarri ad Alberto Cauzzi, da Riccardo Felicetti a Raffaele Barlotti, da Damijan Podversic a Cristiana Tiberio.

era finita la stagione dei cuochi e dei ristoranti che a suon di foie gras, code d’astice e scamponi, argenti e candele si guardavano in cagnesco senza comprendere l’importanza dei contenuti.

finalmente i Cuochi italiani stavano andando in profondita’ e Sala&Cucina erano pronti a fare un percorso insieme.

probabilmente il successo dei Cuochi italiani non sarebbe stato possibile senza l’impegno, la passione, la dedizione, lo spirito di sacrificio e l’amore di noi che in Sala&Cantina abbiamo speso gli anni della nostra prima gioventu’.

penso spesso a tutte le volte in cui sono stato a Senigallia alla Madonnina del Pescatore, e sono convinto che senza la presenza di Mariella in Sala il lungo percorso di Moreno in Cucina non sarebbe stato lo stesso.

mi ha colpito quella cena a Casa Perbellini in cui ho visto finalmente Sala e Cucina messi sullo stesso piano: Giancarlo Perbellini ha iniziato un nuovo corso, grazie al contributo straordinario di Barbara Manoni e colleghi in Sala.

nella mia testa rimbomba l’eco delle parole del signor Antonio Santini e si ripetono le immagini del Servizio Dal Pescatore che in Italia non ha eguali, perche’ a Canneto si percepisce l’atmosfera unica di un grande Ristorante italiano pensato per accogliere e servire ogni Ospite come fosse un Re.

ho un rapporto fraterno con Alessandro Pipero con cui condivido un lungo percorso fatto per allegerire, spolverare ed attualizzare un Servizio che puo’ essere informale, dedicato e appassionato. Alessandro e’ un esempio e un monito per ogni collega.

dobbiamo sperare e augurarci che giornalisti, blogger, critici e produttori decidano di dedicare spazio e risorse in maniera concreta per l’emergenza Sala, da cui probabilmente dipende il futuro dei Ristoranti e dei prodotti italiani a qualsiasi livello.