PizzettaNazionale

c’e’ una pizza semplice e buona che mangio sempre volentieri:
sottile e friabile, morbida e digeribile.
l’impasto e’ di giornata, il lievito e’ di birra, il forno e’ a gas ma il pizzaiolo si chiama Ciro.
ha una grande qualita’: non sa fare altro!
ma la seconda e’ la piu’ importante e tocca due tasti fondamentali
1) lavora con un banco senza quasi usare farina (me ne aveva parlato gia’ un intellettuale della pizza degli anni 70 a Milano)
2)tira fuori e rimette in frigo la salsa di pomodoro ogni qual volta gli serve, perche’ a suo parere evita che i pelati inacidiscano.
c’e’ il trucco: io ho aggiunto un culatello straordinario che ho comprato stamattina al Mercato.
la Fiorentina perde ma la notizia e’ che lo zio Fester non ha comprato l’Apache, ma di sicuro ce l’ha pagato (godo)

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scherzi a parte, la mia ironia va nella direzione di chi ha mistificato l’argomento pizza o si prende troppo sul serio e talvolta confonde la pizza con un trattato gastronomico da discutere in conclave.
la pizza e’ un fondamentale della tavola italiana che merita piu’ rispetto auspicando un po’ piu’ di buonsenso da parte di tutti!

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