panta rei

amo smodatamente il mio mestiere.

toccare il livello piu’ basso: superati i primi momenti in cui ti passano per la testa strane idee arriva il sereno.

all’inizio monta la rabbia, la delusione e lo sconforto, poi cominci a pensare e l’inconscio prende il sopravvento, e il ritmo cala all’improvviso.

ricordo quella volta, emblematica, che restera’ una pietra miliare della mia storia personale e professionale: riceviamo una prenotazione da un’importante studio notarile del BelPaese.

arrivano 3 coppie: sono molto facoltosi e si accompagnano alle rispettive Signore ingioiellate, profumate e griffate come se non ci fosse un domani.

si accomodano, gli proponiamo e accettano un aperitivo, e iniziano a consultare il Menu’.

e’ chiaro sin dal principio che i 6 Ospiti non frequentano regolarmente Ristoranti gourmet.

ricordo anche un linguaggio sopra le righe, colorato e rustico.

decido di avvicinarmi al Tavolo per dare un contributo e aiutare a scegliere secondo i loro gusti e preferenze.

le Signore mi guardano, con curiosita’.

provo a stabilire un dialogo, e loro divertiti da un lato mi seguono e in altro modo chicchierano trascurandomi.

questi Signori pensano che io sia Massimo Bottura.

all’improvviso una delle tre eleganti e profumate donne mi chiede: “scusi, lei e’ Bottura?”

e io: “no Signora, mi chiamo Beppe Palmieri”.

allora interviene una seconda che chiede alla prima: “ma se non e’ Bottura, allora questo chi e’?”

e la prima risponde: “nun te preoccupa’, nun e’ nessuno”.

in pochi istanti ho riavvolto il nastro della mia vita, e ho pensato alla decisione di partire da casa che presi a suo tempo, e i grandi sacrifici.

col sorriso sulle labbra e col piacere di fare sempre con sagacia e trasporto il mio amato mestiere sono riuscito a prendere l’ordinazione.

li aiutammo, quindi, nella scelta del Menu’ e del vino, e i 6 trascorsero una serata divertente.

e’ un episodio che risale al 2008 o al 2009.

tornai a casa.

provai una strana sensazione: un senso di frustrazione e dal’altro canto un’inspiegabile tranquillita’.

mi sdraiai sul letto, stanco e pensieroso, ma tranquillo.

non riuscivo a pensare a niente e non capivo cosa stesse accadendo.

e’ molto difficile scrivere e mettere a nudo certe emozioni, ma puntualmente sento il bisogno di farlo.

il nostro mestiere e’ una scelta di vita come poche o come tante, al servizio di perfetti sconosciuti e pochi amici, fatto di duro lavoro e grandi emozioni.

certi episodi ti svuotano e ti riempiono di forti sensazioni.

a 41 anni e’ giunto il momento di fermarmi un attimo per riflettere e guardare con occhi diversi tutto e tutti.

talvolta chi vive travolto dalle passioni non si cura fino in fondo di se stesso, e spende fino all’ultima goccia di sangue, sudore e lacrime per la causa della vita.

panta rei.