PaneDuro

il pane rappresenta il duro lavoro, la terra e un mestiere che si tramandano di generazione in generazione;

per un ragazzo del Sud come me il pane e’ tutto.

l’italia delle botteghe che di notte hanno le luci accese dei retro e dei laboratori, in cui si lavora in silenzio per una popolazione che si nutre con grano giallo come l’oro, e spighe forti e dure come la terra spaccata dal sole in cui far crescere l’ingrediente piu’ prezioso, e in cui riconoscersi.

il pane che e’ cambiato;

ormai sono pochi i retrobottega riscaldati dal calore umano di mani grandi e forti che lavorano con buon senso e coscienza.

noi da Panino abbiamo voluto fortemente recuperare e restituire il pane ad un’italia che deve guardare avanti ma non puo’ dimenticare.

il pane e’ diventato la base solida su cui raccontare il lusso della semplicita’ a Tavola.

il pane tagliato a fette sottili rigorosamente a mano tutti i giorni, per riflettere sull’importanza dello spirito di sacrificio e del silenzio, gli ingredienti piu’ preziosi di cui c’e’ tanto bisogno in un paese in cui tutti parlano e basta;

il pane che fa ingrassare solo chi compra un prodotto che fa schifo;

il pane duro che rappresenta il passato e il futuro della nostra italia;

il pane e’ un bene prezioso per tutti.

per avere successo oggi, e’ ora di defilarsi, e tornare a lavorare, pensare, produrre, fare sempre qualcosa per gli altri, per raccontare la verita’ ad un pubblico che non ne puo’ piu’ di ascoltare favole e promesse.

pane duro nel futuro!

a seguire le sagge parole di Tonino TerraTerra dal cuore grande

“Caro Beppe

Ti scriverò di cose terra terra, non ho cose cielo cielo da dirti.

Ti parlerò del pane duro, con l’aiuto di Montignac.

Quando si nomina il pane duro è paura, si pensa a povertà e privazioni ma non si tratta di ciò.

Si tratta della più grande scoperta dopo l’acqua minerale:
il pane duro, raffermo o tostato, è più digeribile di quello fresco appena sfornato, per prima cosa, per seconda rilascia meno zucchero nel nostro sangue, e ci potrebbe stare la terza cosa cioè sapori piacevoli.

Montignac mi spiega che l’amido contenuto nel pane durante la fase di cottura gelatinizza formando la mollica; quando incomincia il raffreddamento e, con il passare del tempo, l’essiccamento, avviene il fenomeno delle retrogradazione dell’amido.

Più il pane è raffermo, più l’umidità, migrando verso l’esterno, favorisce la retrogradazione cioè una ulteriore trasformazione dell’amilosio contenuto nell’amido, ad una condizione glicemica favorevole per il nostro organismo; è quello che accade quando si fa il pane tostato, ad esempio.

Il pane tostato l’ho gustato in diverse versioni nel tuo Panino.

Caro Beppe, “un passo avanti per l’uomo, un balzo da gigante per l’umanità”.

Pane duro nel futuro!
Senza paura.
Saluti
Tonino