LaRubricaDiGEORGE

La rubrica di George!

“Avevo appena vinto 115 dollari e stavo nudo sul letto.

Ascoltando un’ opera di uno degli italiani. E mi ero appena liberato di una donnaccia.
Quando bussarono alla porta, e visto che i piedipiatti avevano fatto irruzione circa un mese prima, urlai piuttosto irritato – chi diavolo e’? Che vuoi amico? Sono il tuo editore!
Rispose qualcuno urlando, e io strillai, non ho un editore, prova qui accanto, e lui rispose urlando, sei Charles Bukowski vero?
Mi tirai su e sbirciai attraverso la grata di ferro per accertarmi che non fosse un piedipiatti , e coprii la mia nudità con una vestaglia, diedi un calcio a una lattina di birra e li invitai a entrare, un editore e un poeta.
Soltanto uno prese una birra ( l’editore ). Così io ne bevvi due per il poeta e per me.
E loro sedevano la’ sudando e osservandomi.
E io sedevo la’ cercando di spiegare che non ero veramente un poeta nel senso tradizionale, e raccontai loro dei recinti per il bestiame e del mattatoio e degli ippodromi e delle condizioni di alcune nostre prigioni, e l’ editore improvvisamente tiro’ fuori cinque riviste da una cartella e le getto’ tra le lattine e parlammo dei Fiori del male, Rimbaud, Villon, e di cosa sembravano alcuni poeti moderni:
J.B.May e Wolf the Hedley sono molto puri, unghie pulite, ecc.;
mi scusai per le lattine di birra, la mia barba e tutto quello che c’era sul pavimento e ben presto tutti stavano sbadigliando e l’editore e il poeta stavano uscendo dall porta, e allora pensai, beh, al diavolo può non essergli piaciuto quello che hanno visto, ma io non vendo lattine di birra e opera italiana e calze di nylon strappate sotto il letto e unghie sporche, io vendo rime e vita e versi, e mi alzai e mi scolai una nuova lattina di birra e guardai le cinque riviste con il mio nome in copertina e mi chiesi cosa significasse, mi chiesi se scriviamo poesie o se stiamo tutti ammucchiati in una grande tenda abbracciando teste di cazzo.”
CharlesBukowski