LadyConcas

“Ci sono lunedì che iniziano male e finiscono ancora peggio. Poi ci sono i miei lunedì, come questo, che iniziano con l’indisposizione più totale e finiscono con dolcezza, a base di olio di palma, ma comunque con dolcezza.

E dopo un fine settimana a cui ho mantenuto fedelmente la promessa di mangiare qualcosa di buono, proprio oggi che avevo deciso di ingurgitare solo passato di verdura, riso in bianco e pollo bollito non necessariamente in quest’ordine, ecco che scrivo quello che sto per scrivere, mentre mangio cioccolato e bevo un amaro.

Salgo sull’autobus stamattina, come tutti i lunedì, con mezza casa chiusa dentro a una mini valigia rotante che contiene un passato (non di verdura questa volta, ma di vita) un po’ troppo ingombrante e un presente con l’anoressia. A fatica trovo un posto libero. Mi siedo.

Guardo fuori dal finestrino e mi sforzo di sentire il silenzio, ma qualcosa mi disturba. Una voce. Una donna. “Signorina, mi fa sedere?”. Cazzo no, ma perché, sto dormendo, non lo vede che ho i pensieri che mi schiacciano le spalle? Dai Claudia dovresti farla sedere, non fare polemica, hai torto e soprattutto adesso che stai parlando in terza persona ti meriti di stare in piedi sull’autobus a vita. “Si certo cara, si sieda.”

L’indisposizione. Ok lo so che anziani, donne incinte, veterani della guerra in Vietnam e modelle con l’alluce valgo vanno fatti sedere. Ma quello era il mio posto. La mia piccola conquista della giornata, non è giusto.

Passo la giornata sul set del mio film personale che ricorda molto The Truman Show, di cui sono chiaramente la protagonista, dove molte cose vanno bene, ma la concentrazione fa uno zoom solo su quelle dal sapore acerbo, non ammuffite, ma neppure mature. Inconsistenti. Che destano sospetto.

Torno a casa, mangio, mi metto la giacca ed esco sul mio ballatoio, della mia casa di ringhiera, del 1908. Accendo una sigaretta. Non mi devo sforzare per sentire il silenzio questa volta. “Ciao.”

Faccio un salto che neppure se si fosse materializzato un tirex. Ah, il vicino di casa. Quello del piano sopra. Rispondo “Ciao”. Sorriso. Sorriso.

Lui: “Ero giù, ti ho visto e ho pensato che non potevamo non condividere questo”.
Un pezzo di cioccolato, un Duplo credo, io i dolci non li mangio, non lo so.
Io: “Wow grande, dammene un pezzo!”
Lui: “No no io l’ho già mangiato”
Io: “Beh allora grazie”. Sorriso
Lui: “Ciao”

Premettendo che sono ancora più convinta di essere in The Truman Show (in tal caso ditemelo, ma tanto penserei che state scherzando e quindi boh non so fate voi), oggi ho capito che:
– il silenzio non esiste
– la dieta, se proprio la si vuole iniziare, bisogna cominciarla alla sera dopo essersi lavati i denti
– quando qualcuno vuole chiederci qualcosa facciamo fatica a sentirlo
– quando qualcuno vuole offrirci qualcosa ci spaventiamo
– il Duplo (se è un Duplo) non è così male”
ClaudiaConcas