George!

parola di George.

“Non ci pensa chi legge i giornali, non ci pensa chi li scrive, ma sono spesso i titoli,più che gli articoli, a rivelare qualcosa di profondo, a volte di indicibile, della notizia che si pretende di dare.

E a portare a galla “i pensieri segreti di molti cuori”.
Così il titolo di un quotidiano di qualche giorno fa:
“la metro di Marino uccide un bimbo”, e’ a suo modo perfetto, al limite del gangsteristico (nel senso dello stile giornalistico).

Ma parla di un’altra cosa, racconta un’ altra ossessione, e in fin dei conti occulta il fatto.

Anche più di quanto siano riusciti, con meno destrezza e fantasia, altri titoli più rispettosi del canone della cronaca.

La cronaca e’ questa:
un bambino e’ caduto nella buca dell’ascensore nella stazione della metropolitana ed e’ morto.
La tragedia invece e’ quest’ altra “e’ stato un eccesso di generosità dell’ agente di stazione che poi si e’ trasformato in tragedia”.

Voleva far prima a toglierlo dall ascensore bloccato, ma gli e’ scappato giu nel buio.

Una persona che sa molte cose di protocolli di sicurezza mi spiega che, se applicati con logica e senza farsi prendere dalla generosità (un cattivo retaggio italiano) salvano molta più gente:
un terzo in più.
Ci credo.
Ma vaglielo a spiegare a quel generoso disgraziato.
Alla mamma.
Vallo a spiegare a noi stessi, che non siamo eroi ma crediamo incrollabili che si agisca sempre a fin di bene.
Il bambino inghiottito dal buco nero e’ l’archetipo della morte senza senso più agghiacciante del mondo.

Vaglielo a spiegare in un titolo.”

George

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