George

sua Maesta’ George

“Puo’ apparire curioso,ma per me il “segnale debole” del giorno non viene dalla Grecia:
e’ la chiusura definitiva della Macelleria Curletti di Torino, condotta dall’amico Sergio. Lui non l’ammetterebbe neppure sotto tortura, ma i motivi non sono certo quelli che ha addotto a noi clienti-amici (stare più in famiglia).
Sergio ha troppo orgoglio e onesta intellettuale per non riconoscere la fine di una epoca.
Lo dimostra il fatto che non ha ceduto la licenza, ma ha proprio chiuso, come deve fare il portatore del sogno di una vita.
Ieri sera ha preso i quadri ( di pittori importanti) appesi alle pareti, ha tirato giu’ la saracinesca, ha attraversato il ponte Isabella (lo stesso che percorreva ogni giorno per tornare in villa il suo cliente più prestigioso e fedele, Gianni Agnelli) e si e’ avviato verso casa.
Le multinazionali del cibo hanno deciso che, in prospettiva, la carne bovina debba essere sostituita dal seitan, un intruglio industriale di glutine di grano, farro, kamut, rendendo reperto storico la sua celebre frase ” questa costata di bue piemontese la si trova qui e da Tiffany”.
Ha chiuso.
Fui sempre grato a Sergio per essere stata, la sua, l’unica macelleria a non avere il banco-frigo, quello con le orrendi luci al led che fanno da make-up a bovini che hanno attraversato l’oceano e sanno di freezer.
La sua carne arrivava dalla provincia di Cuneo, veniva frollata, noi clienti chiedevamo cosa volevamo, lui si ritirava nel gigantesco frigo e ne usciva con il pezzo giusto, lo massaggiava con mani sapienti e procedeva al taglio, con il rigore di un laser, seguendo venature invisibili a noi umani. Se chiedevi carne cruda di fassona battuta al coltello ,lui ogni decina di colpi interrompeva umettava la punta del coltello in una ciotola di armagnac e riprendeva.
Comunque meglio del setan o del tofu, meglio gli insetti. Almeno un giorno furono vivi, avevano ruzzato, amato, vissuto.”
George