figadein

Dizionario babista del giòren d’incò: Prosecco
Prosecco: vino bianco frizzante, di origine Veneta o Friulana, molto popolare presso le ciòspe contemporanee non più giovanissime. Sorta di Champagne per tasche semivuote, il prosecco ha dalla sua una gradazione alcolica gestibile e una spumeggianza che coadiuva lacrimanti ridarole ciozzose. Da tempo funge da sostituto del maschio, ormai estinto, ed è fortissimo alle inaugurazioni di negozi centraioli, spesso affollate di ciòspe annoiatissime che lo sorseggiano con lo sguardo perduto nell’oblio. Ha dalla sua un coefficiente di grezzitudine minore rispetto al Lambro e il giorno dopo perdona più dei rossi fermi, inoltre è sufficientemente chic (le donne mostrano ancora qualche riserva morale a presentarsi in bar alle 19 e ordinare un pistone di Chianti). Effetto collaterale indesiderato: gonfia un po’ la panza, tanto che può succedere di incontrare post-apericena una schiava del nettare e complimentarsi: ‘Congratulazioni! Non sapevo fossi all’ottavo mese!’ quando in realtà è soltanto all’ottavo prosecco.
Oppure capita di imbattersi in un’ amica dall’aria briosa e, dopo un accalorato saluto, chiedersi ‘Ma quale peculiare profumo userà mai questa donzella? Hugo Boss? Agent Provocateur? Narciso Rodriguez?’ quando la risposta esatta è: ‘Valdobbiadene di Conegliano’. Sorprende anche l’ abitudine, da parte delle trincatrici più entusiastiche, dell’auto-sbandieramento della propria scimmia con la pubblicazione sui social networks di scatti di flut o calici dorati colmi di invitante vinello, completa di divertite chiamate alle armi per altro ciozzàme: ’ Ragazze! Stasera si va di bollicine!’ In questo ambito è interessante uno studio del britannico Journal of Sexual Medicine che informa che il prosecco alza il livello di desiderio erotico nella femmina così migliorando il funzionamento sessuale e il flusso di sangue nelle, cito testualmente, aree-chiave. Aree-chiave che ritornano subito a tripla mandata non appena l’effetto del prosecco svanisce e si ritorna alla mestizie dell’ufficio, alle afflizioni della famiglia, al martirio per i figli, ai supplizi del marito clinicamente morto.
Picca

credit: gazzetta di Modena blogautore