DIRITTO E LAVORO: verità e menzogna

Condivido da Tragico tascabile di Guido Ceronetti Adelphi

Il diritto al lavoro – ha indubbiamente ragione nel negarlo la signora Fornero – è una locuzione di linguaggio politico tramontato che non ha senso pretendere di richiamare come costituzionale (art. 4) nelle logomachie verticali o popolari. L’irrealtà ci affligge più della realtà perché impedisce la percezione dei fondamenti reali delle cose. Agli italiani tutti è soprattutto negata la possibilità di accedere ad un linguaggio che non li inganni.
La Costituzione è ancora la stessa di poco meno di settant’anni fa e riflette linguaggio e luoghi comuni del tempo. … La compunta apertura, nel testo, della repubblica democratica fondata sul lavoro è una pura scemenza. Se togli “sul lavoro” ne vibra l’essenza. … La gente minuta e intelligente è sazia di queste sparate, che purtroppo abbondano e intimidiscono la libertà di espressione, che è invece un diritto umano assoluto, indiscutibile e da difendere spietatamente.Emendare il linguaggio, qui è la vera riforma. L’Alfabeto è la sola rivoluzione legittima permanente…
fonte: Tonino TerraTerra Nobile (l’intellettuale)