da Napolitano a Renzi

Napolitano ha un passato che rappresenta un modo di fare politica sempre in bilico tra grandi contraddizioni e una storia tutta a Sinistra.
non e’ credibile come Campione assoluto, ma e’ giusto apprezzare e criticare al tempo stesso un percorso lungo e autorevole.
quarant’anni fa gli Stati Uniti lo scelsero come unico interlocutore comunista:
ha ricoperto ruoli strategici nei tanti governi a cui ha partecipato, fino all’incarico delicato di traghettatore da Presidente della Repubblica.
Napolitano ha scelto Renzi, un male necessario o il male minore, la cui scommessa e’ ancora sul tavolo:
io che credevo in Renzi oggi lo guardo con molta diffidenza e un barlume di speranza per il nostro Paese.
in ogni caso dovremmo essere rispettosi piu’ che per l’uomo Napolitano, per il valore del Politico e per il senso dello Stato con cui ha concluso il suo percorso.

se continuermo a dividerci, e a fare politica a caccia di un rivale da umiliare in Parlamento o al Bar, dimostreremo in ogni occasione che la democrazia in italia e’ un fallimento.

quando impareremo a fare Politica (gli interessi della Comunita’) e quindi a governare con gli Altri, inizieremo il processo vero di democrazia auspicato da chi a suo tempo ha scritto una grande Costituzione.

serve una base elettorale e una societa’ in grado di partorire una classe politica perbene e credibile.

i rappresentanti che vincono le elezioni oggi e ci governano sono il frutto del nostro essere.

continuiamo a gridare al ladro e puntualmente scegliamo i peggiori.

il berlusconismo, che si studiera’ fra secoli, e’ il passaggio fondamentale per riflettere sulla crisi morale e culturale che ci investe oggi.

la morte di Falcone e Borsellino dimostra che uomini speciali in verita’ dovrebbero essere la normalita’, e non dei martiri da piangere il giorno della memoria.

non abbiamo nel nostro profondo la volonta’ di cambiare le cose.

serve una svolta, e questo cambiamento forte non e’ rappresentato certo da Renzi, debole e sensibile alle sirene e ai poteri forti.

evviva l’italia!