CarpiStateOfMind

Carpi (Modena)

fonte: gazzettadimodena on line

Ingoia lo scontrino dell’etilometro per cercare di eliminare ogni prova: è accaduto questa notte, intorno all’una, a Carpi, in via Nicolò Biondo.

Una ragazza, di ritorno da una festa, è stata fermata dai Carabinieri: sottoposta a etilometro, la giovane presentava un tasso alcolemico di 2.0.

Piuttosto alterata, la ventenne ha afferrato lo scontrino col responso, lo ha accartocciato e poi ingoiato, convinta che i Militari non potessero più dimostrare lo stato d’ebbrezza.

Ovviamente invano.

Dopo l'ubriaco alla guida travestito da water e la barista che aveva perduto il volante, la ragazza vince il terzo premio.


sipario!

fonte: www.runlikeneverbefore.com

Perchè noi siamo fatti così. Ci deve sempre scappare il morto. Ma non un morto qualunque sia chiaro, quelli bastano pochi minuti per dimenticarli, ce ne vuole uno illustre, di quelli famosi.
Ci vuole un Michele Scarponi, morto il 22 Aprile. Ci vuole un Nicky Hayden, ricoverato – mentre scrivo – in gravissime condizioni.
E non importa se fino alla sera prima non sapevamo nemmeno chi fosse Michele Scarponi, da un giorno all’altro è tutto un “ciao Michele, grande campione” e cose così, che mi fanno incazzare così tanto che mi vien voglia di spegnere tutto e andare via, fare altro.
E invece no, poi rimango lì a leggere tutto perché io lo voglio davvero capire perché siamo delle teste di cazzo così grandi.
Tutti su facebook a condividere la notizia indignati al grido di: “ora basta, è ora di fare qualcosa!”.
Ma l’unica cosa che sappiamo fare è quell’assurdo gioco delle parti. Faide contro gli automobilisti che non rispettano le distanze, che a loro volta danno dei coglioni ai ciclisti perché non sanno stare in strada, e insomma, avete capito benissimo di cosa parlo.
Siamo maestri quando si tratta di insultare a distanza di monitor. Ma forse non ci rendiamo conto che siamo le stesse persone che un giorno si allenano in bici e l’altro guidano un’auto.
E non neghiamolo dai. L’occhio al cellulare mentre guidiamo lo buttiamo sempre. TUTTI.
Siamo il popolo di quelli che se vedono attraversare qualcuno sulle strisce (SE lo vedono) non si ferma e anzi accelera per non fermarsi, perché si perde troppo tempo e siamo in ritardo e non si può mica perder 10 secondi.
Siamo il popolo che quando attraversa sulle strisce ringrazia con la mano, come a dire “grazie, mi hai salvato la vita” quando da ringraziare non ci sarebbe proprio niente, perché è così che dovrebbe funzionare.
Siamo il popolo che insegna ai bambini a non mettere casco e cinture, a sedersi in auto dove non dovrebbero, a tenerli in braccio quando piangono “così non lo sento più”.
Siamo il popolo che quando vede un ciclista “adesso gli passo a filo così impara a stare in strada” non rendendosi nemmeno conto che sta giocando con la vita di un’altra persona.
Perché noi siamo furbi, e a noi non ci frega nessuno.
Ha ragione Nibali a incazzarsi e scrivere “Minchia ma lo capite che siamo la parte più debole in strada! In gioco c’è la vita!! Forza #HaydenNicky”
Dovremmo incazzarci tutti, con noi stessi per primi. Perché non sappiamo educare ed educarci, perché non siamo capaci di trasmettere ai nostri figli il benché minimo concetto di educazione civica.
Non rispettiamo nessuno ma esigiamo il rispetto più totale. “Che inizino prima loro a rispettarci, poi vediamo!”. Ecco, questo sappiamo dire.
Io mi sono rotto di sentire ogni giorno notizie così. Di sapere che nel silenzio più totale se ne vanno decine di persone ogni anno, centinaia anzi, investite e travolte da automobilisti più o meno capaci di intendere e di volere al momento dell’impatto.
Mi disturba essere un automobilista a volte distratto, mi disturba ammettere di essere un automobilista distratto. Si vive a tremila, sempre di corsa, sempre di fretta. No, non ci sono giustificazioni.
La domanda che ognuno si dovrebbe fare è: “se fossi un ciclista metterei la mia vita nelle mani di me stesso automobilista?”
E no, vi assicuro che non si cambia la vita di nessuno con una condivisione su facebook. La si cambia facendo qualcosa che forse facciamo sempre un po’ fatica a fare: rispettare le regole.
Educhiamo i nostri figli, facciamoli crescere con il senso del rispetto del prossimo e della sua vita. Altrimenti rimarremo sempre quello che siamo, un popolo di teste di cazzo.


OnlyTheBrave!

I don't know why people are so keen to put the details of their private life in public; they forget that invisibility is a superpower.

Bansky


PeccatiDiSala

da leggere e rileggere...

di Marco Bolasco

L’anno prossimo saranno vent’anni suonati di rapporto con le guide, nel senso dell’essere parte di una redazione, di un gruppo di lavoro di recensori e redattori di pubblicazioni che dispensano consigli e buoni indirizzi. Dunque valutano e ovviamente ricevono feedback in forma di lettere, email, proteste e complimenti da parte di collaboratori e lettori.
Bene, posso affermare senza timore di smentita che mi è più volte capitato di ricevere feedback buoni o molto buoni su ristoranti dalla cucina mediocre ma neanche uno buono su locali in cui il servizio non gira. È dunque più facile avere una buona impressione da un locale in cui si mangia così così ma in sala si viene accolti a dovere e si sta bene che non il contrario. Il contrario è proprio impossibile.
Ci pensavo questa settimana, una di quelle in cui mi capita di mangiare fuori anche otto-dieci volte, e in cui mi sono seduto in due ristoranti dalla sala imbarazzante. Dove sono stato accolto da cuoco e camerieri sull’uscio a fumare allegramente, la sala era umida e disordinata, alla domanda su un piatto in menu mi veniva risposto “andiamo oltre”, ho aspettato anche 30-35 minuti per la prima portata, mi venivano serviti i piatti senza posate (situazione risolta solo dopo cinque minuti di segnali di fumo dal tavolo), il cameriere danzando allegramente ribaltava gli ingredienti nel piatto alla Ratataplan e il vino mi è stato servito senza assaggio.
In sequenza sembra in effetti un film comico, ma sono cose che capitano molto più spesso di quanto possa sembrare. E capita anche che alcuni ristoratori ti guardino sbigottiti o addirittura infastiditi di fronte a lamentele su questi temi. Sono cose che succedono anche in ristoranti in cui la cucina è buona o ottima, come è successo a me in questi giorni.
Vent’anni di lavoro mi hanno però aiutato a mettere meglio a fuoco il tema e a giungere a una illuminata conclusione: un ristorante dalla cattiva cucina è un ristorante in cui si mangia male, mentre un ristorante che non ha una sala che funziona semplicemente non è un ristorante. Alle origini di quest’ultima parola c’è infatti il semplice ma luminoso concetto di star bene, ristorarsi, cosa che non può avvenire in un luogo che non sa accogliere a dovere.

www.fonte cibario.piattoforte.it


RIP

carattere burrascoso, a volte irriverente, spesso ironico, dispotico e a tratti per alcuni arrogante, è stato, è, e rimarrà un giornalista libero. La “libertà è un lusso di pochi”. poche parole d'amore di una figlia per un padre che non c'e' piu'. Beha ha vissuto con rigore la sua vita travolto dalla passione per il suo mestiere: indipendente e severo nei confronti di tutto e tutti, in primis verso se stesso.

un'immagine in cui mi riconosco in pieno: pochi pregi e qualche difetto di troppo da correggere giorno dopo giorno, perche' solo gli stolti non fanno tesoro dei propri limiti, che vanno trasformati in opportunita'.

gia', testa alta e schiena dritta, il prezzo da pagare talvolta e' alto. la liberta' di pensiero, parola e azione impone scelte forti e impopolari, che cozzano con la logica del servilismo.

addio Oliviero Beha.Leggere di più


cuocere a regola d'arte!

di Gianfranco Lo Cascio

Guardate che lo capisco eh,
Comprendo benissimo che il 90% di ciò che sentite in tv o leggete sui libri o sui blog dice esattamente il contrario di quanto sto per dirvi ma posso dimostrarvi che non solo è profondamente errato ma indica anche un'incapacità profonda a rimettersi in discussione e trovare la verità. Con malcelato sforzo eviterò ogni tono polemico e mi limiterò a dire, dal basso dell'esperienza maturata nelle mie 16 bistecche cotte sulla griglia, che la stragrande maggioranza di chi divulga ricette in cui si cucina carne non dice il vero e, con ogni probabilità, non è neanche consapevole. Bisogna dire il vero e chi sa deve farlo. Bisogna iniziare a sfatare alcuni dei miti culinari che riguardano soprattutto il grill, ovviamente provando a portare le prove a supporto. Riuscirci è un altro discorso e lo capiremo col tempo.Leggere di più


VeryGoodNews!

c'e' chi cerca sempre una via di fuga, qualcosa o qualcuno.

anime inquiete.

l'urgenza di un gesto.

moto continuo: manifesta inferiorita' nei confronti di chi si lamenta a prescindere o di quelli che sanno sempre tutto.

nuovi appunti e immagini inedite, e' ora di tirarsi su le maniche e buttarsi a capofitto nell'ennesimo progetto.

incrociamo le dita, la fortuna punta dritto verso gli inguaribili ottimisti.

basta mettere insieme qualche scintilla e in un battibaleno l'incendio e la meraviglia prendono forma sotto gli occhi stupiti dei piu'!

trova cio' che ami e lascia che ti uccida...


tortellini alla panna: la ricetta!

non ci sono segreti, quindi a noi piace condividere la ricetta della superpanna, che vi permettera’ di preparare a casa il piatto del cuore: i tortellini!

qualcuno ha persino fatto della polemica e vantato certa paternita’. sciocchezze, non ci sono titolari o depositari, ma un mare di appassionati pronti a godere del bene comune: i tortellini alla panna!

ecco la nostra versione, il piatto piu’ amato da Panino!

di Christian Lorusso

Ingredienti:

1 Lt di panna fresca Mila;

1 kg di parmigiano reggiano 24 mesi;

grattugiare fine il Parmigiano;

portare a leggero bollore il litro di panna (circa 80º);

inserire nel bicchiere del Bimby il litro di panna e 800 gr di Parmigiano;

lavorare il tutto a 60º a velocità 5 per 7 cuocere i tortellini, scolarli e servirli asciutti nei piatti;
mettere la superpanna in una caraffa di porcellana e versa sui tortellini direttamente davanti ai commensali.


ScattiEmblematici!

il Rinascimento, che amo smodatamente, nacque dopo l'oscurantismo e la peste.

quindi, per ricostruire in questo Paese e' necessario distruggere. e direi che ci stanno riuscendo bene. chi fa politica, lo dice chiaramente il termine, dovrebbe fare gli interessi della comunita', e invece volano coltelli e colpi bassi.

un paese in ginocchio; la crisi economica nasconde una crisi culturale e morale senza precedenti.

e' dura ammeterlo, ma e' meglio farsi da parte e vivere con grande impegno la quotidianita' senza perdersi tra gli applausi e la quotidianita' stessa.

per quanto mi riguarda da tempo ho fatto un passo indietro, e mi prendo il tempo che ci vorra' per cercare nuovi spunti e continuare a lavorare con serieta' e dedizione.

una foto emblematica! uno scatto rubato a Camilla Baresani di Mieli e De Bortoli sullo sfondo, e in primo piano il dramma rifiuti che potremmo allargare a ben altri ambienti dell'Italia.


OnlyTheBrave!

solo un vero leader riesce in imprese sulla carta impossibili, perche’ i grandi traguardi sono alla portata di un gruppo compatto, innamorato e pronto a lottare.
l’Italia e’ un Paese in cui celebriamo i vincitori e non abbiamo tempo e occhi per tutti quelli che quotidianamente lavorano e preparano un successo che verra’.
quindi, serve volonta’, capacita’, fortuna e coraggio per sfidare gli scettici e i benpensanti.

quando vi diranno di NO saprete che quella e’ la via.

guardate chi vi sta di fronte oltre le apparenze, perche’ solo chi ha dentro di se della poesia e’ in grado di fare cose all’apparenza improbabili.

credete nei vostri sogni, e non smettete mai di desiderare qualcosa o qualcuno.
il fallimento di un progetto, difatti, sta nell’incapacita’ di un uomo o di una donna che non hanno piu’ gli stimoli per conquistare un traguardo e soddisfare un bisogno.

non ci fermeremo mai.

avanti tutta!


tutti contro tutti!

e' lo sport nazionale: tutti contro tutti!

ma, quelli da gradino piu' alto del podio sono i moralisti. quelli che puntano il dito contro a prescindere o a posteriori, giudicano, tollerano tutto tranne il successo, e tirano palate di letame se perdi una tappa sola del giro.

ministri contro direttori di testate, tifosi contro e gufi su ogni ramo, scrocconi e mangiapane a tradimento che lanciano pomodori sulle vetrine di certe boutique.

siate degli inguaribili ottimisti, testa alta e schiena dritta, tappatevi le orecchie e fate sempre qualcosa per gli altri.

panta rei.


OnlyTheBrave!

e chi se lo scorda: ti ripiempiono di insulti e ti danno del negro, ti tirano una banana come si fa alle scimmie allo zoo ma tu la raccogli, la sbucci e ne mangi un boccone.

leggenda.

auguri campione!


pizza: come la pensate?

monumento nazionale masticabile.

e godibile.

rassicurante.

eterna.

fenomeno planetario.

5 lettere: pizza!

in carriera (parlo da goumande) ne ho mangiate un numero incalcolabile, e se negli ultimi anni ho mollato un po' la presa da qualche mese sono tornato a bomba sull'argomento.

ho letto e visto di tutto, ho ascoltato e curiosato di qua e di la, e ho iniziato ad assaggiare pizze e idee dei vari interpreti autorevoli, noti e meno famosi.

spero di non dire sciocchezze ma faccio una riflessione personale: che la pizza ideale (per i miei gusti) sia un compromesso tra le scuole piu' autorevoli?

una via di mezzo tra la pizza soffice e corroborante campana, e quella sottile e croccante romana?

ieri ho mangiato una pizza straordinaria, che mi e' piaciuta un sacco: Stefano Callegari, artefice di un piccolo capolavoro, secondo i miei gusti sia chiaro!

a questo punto non posso tirarmi indietro e devo continuare a girovagare per saggiare e conoscere prodotti e storie di tutti quei pizzaioli che mi mancano, sono solo all'inizio. la mia esperienza sul campo e' modesta, devo approfondire.

voi? cosa ne pensate e che pizza preferite?


FateSchifo!

di Marco Cattaneo

"Io so. No, non perché sono un intellettuale. Io so perché ho consumato un milione di scarpe sulle strade. Io so perché negli ospedali di Emergency ci sono stato. In Cambogia, prima. Dove ho visto amputare le gambe a bambini di sette anni saltati sulle mine antiuomo. Leggere di più


...fish love?

da guardare e ascoltare con cura!


da mattina a sera!

ore 9:25 1 maggio 2017

parlo per me e me ne assumo tutta la responsabilita': sono stufo di leggere parole indignate da parte di gente che nel mondo del lavoro vede solo diritti e zero doveri, che si lamenta e pretende questo o quello.

nulla ci e' dovuto.

negli ultimi tempi ho toccato con mano il dramma di un Paese che piange disagio e disoccupazione, ma non ha alcuna intenzione di sudare e fare sacrifici.

andare a lavorare!

dalla mattina presto alla sera tardi.

e' un errore continuare a cavalcare solo i diritti dimenticando i doveri che una vita di lavoro impone.

per fortuna la maggior parte degli italiani soffrono di sano stakanovismo e amano il proprio mestiere.

per raggiungere qualsiasi obiettivo ci si prefigga non esistono 8 ore di lavoro al giorno, due giorni di riposo a settimana e tutto quel cazzo che vi pare. lavorare, tanto e bene: il resto sono chiacchiere. ficchiamocelo bene in testa.

a tutti quelli che si accontentano (perche' questa e' la verita') va ricordato che il 10% e' talento e il resto e' duro lavoro!

buon 1 maggio, e fosse per me se davvero vogliamo festeggiare la festa dei lavoratori dall'anno prossimo tutti a lavorare!

l'ho detto, scusate lo sfogo.


OnlyTheBrave!

"occorre sbarazzarsi del cattivo gusto di voler andare d'accordo con tutti"

FN


che spettacolo!

chi non se la ricorda l'aurea di scetticismo e il vociare per prendere le distanze da una Ferrari 2016 incompiuta?

e come dimenticare le sentenze capitali contro un Arrivabene "non all'altezza"?

e i proclami dei benpensanti contro Marchionne il manager del male?

bene.

in un anno o poco piu' dall'arrivo di Marchionne e dopo due anni di gestione Arrivabene grazie alla cultura del duro lavoro, al coraggio, all'ossessione di chi e' condannato a vincere, agli investimenti, la Ferrari torna in vetta.

certe cose vanno dette prima che si corra il GranPremio di domani.

in Russia puo' succedere di tutto e un po' me ne frego se qualcuno si mettera' le mani in tasca per evitare la malasorte: e' chiaro da tempo che mal sopporto i bigotti, non sono scaramantico e se vedo una scala ci passo sotto!

nel dopo gara dell'ultimo GP Arrivabene piu' che lodarsi ha sottolineato quanto importante sia stato il coraggio delle scelte e della strategia, e l'energia straordinaria e positiva che aleggia sulla Casa di Maranello in cui si lavora giorno e notte.

la mia vita e' cambiata il giorno in cui sono stato investito da una frase letta su un bus che correva col verde mentre io dall'altra parte del semaforo aspettavo il mio turno: "se vuoi fare grandi cose devi pensare in grande". parole di Enzo Ferrari, che negli anni 60 sfidava i rivali in pista con macchine incredibili e affrontava gli sguardi e le parole sprezzanti di chi gli dava del pazzo o dell'assassino.

che spettacolo: forza Ferrari!

la foto e' di Callo Albanese, gia' leggenda.