REALismo da Champions

se (SE) avessimo vinto avrei fatto post su post, negarlo sarebbe stupido.

ho fatto il bello e il cattivo tempo sui socials mentre la juve dominava un campionato senza rivali e durante il percorso che ci ha visto vincere la coppa italia.

ho stuzzicato le ire di amici e conoscenti che tifano roma, inter, napoli e milan.

come dimenticare gli sfotto' e i foza inda per irridere le due compagini dagli occhi a mandorla che sono sbarcate in italia e hanno comprato le due squadre milanesi.

oggi mi lecco le ferite, e incasso tutte le offese e le pernacchie del caso che allagano una domenica in cui, se avessimo vinto la Champions le stesse sarebbero state ad appannaggio di noi juventini, che avremmo dilagato con foto e proclami e in alcuni casi avremmo fatto anche peggio.

ecco, questa e' la verita'.

l'unica cosa da fare credo sia evitare l'indignazione, perche' questo e' il calcio moderno: dal 5 maggio di lazio inter per cui abbiamo brillato per anni col sarcasmo feroce migliore, alla finale di ieri in cui siamo stati umiliati da un Real che ha giocato la partita del 4-1: e' lo stesso fottutissimo campo di gioco (citazione).

zero frasi di circostanza, non ci sono scuse.

serve tanta pazienza per sopportare "l'ira" degli avversari, e un briciolo di buonsenso per tenere la bocca chiusa e la tastiera immacolata.

il resto e' accademia.

sololajuve, ziopork!


OnlyTheBrave!

fonte: Romanzo Calcistico
"Il film della mia vita.

Nella prima scena ho 10 anni. Sto dormendo nella mia piccola casa a Juazeiro in Brasile. La casa odora di terreno bagnato e fuori è buio. Sono le 5 del mattino e devo aiutare mio padre nella sua fattoria prima di andare a scuola. Per ore è una competizione tra me e mio fratello a chi lo aiuta di più: perché chi vince potrà usare la sola bici che abbiamo per andare a scuola. E per me significa evitare di camminare 12 miglia, arrivare in ritardo alla partita con i miei amici al ritorno e soprattutto, riuscire a portare le ragazzine offrendo loro un passaggio. Per 12 miglia sono un uomo: quindi mi faccio il culo. Alla sera mio padre è in un piccolo bar dove lavora per realizzare qualche soldo in più: era un fenomeno a giocare a calcio da giovane, ma non aveva i soldi per farsi osservare nelle grandi città. Per questo vuole che io questa opportunità ce l'abbia, anche se questo dovesse ucciderlo. [...]Leggere di più


Seneca

la fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l'opportunita'.